Non attendere che arrivino i titoloni sui giornali. C’è sempre bisogno di aiuto. Bisogna donare sempre! 

Ad inizio 2020, nell’occasione del primo lock-down provocato dal covid19, ho fatto una donazione. Ho aiutato la Protezione Civile con un bonifico. Ho pensato che poteva essere un piccolo contributo ma importante. La crisi causata dalla pandemia era davanti gli occhi del Pianeta. Tutti abbiamo avuto chiaro il dramma mondiale in corso. Credo che in molti abbiamo cercato di fare qualcosa. Più tardi, a menta fredda, ho fatto una riflessione. Gravi crisi ci sono sempre e spesso i media non le raccontano. Ma ci sono! Ed allora cosa posso e devo fare?

 

Donare

 

Si sta concludendo un altro anno, sono riuscito a lavorare e guadagnare. Ecco allora, posso donare qualcosa!

Ci sarà certamente qualcuno che è stato più in difficoltà. Qualcun altro che desidera raggiungere un obiettivo ma ha bisogno di un aiuto.

Le ONG e tante altre organizzazioni sociali sono sempre attente a chi ha bisogno. Ho capito che la mia donazione spontanea durante il lock-down, deve diventare un’abitudine. Così faccio ogni fine anno. Ecco il progetto che ho scelto di aiutare nel 2020.

 

 

 

Il Burundi, tra i cinque Paesi più poveri al mondo

Una famiglia su due soffre di insicurezza alimentare. Circa la metà dei bambini è malnutrita. Solo il 5% della popolazione è collegato alla rete elettrica. Accesso all’acqua ed ai servizi igienico sanitari scarso. Penso sia sufficiente per far dimenticare a chiunque i suoi grandi ed insormontabili problemi. In questo contesto la ONG AMU (Azione Mondo Unito) ha avviato un progetto di aiuto concreto.

 

Fase 1 – Acqua e latrine ecologiche

 

Anzitutto sono state create le condizioni per fornire di acqua un villaggio. L’area era in pessime condizioni sanitarie ed igieniche. L’introduzione delle latrine ecologiche ha permesso di alleviare entrambi i problemi. Inoltre questo ha contribuito a fertilizzare la zona per renderla produttiva. Un’operazione di economia circolare che ha risolto molti problemi ed ha introdotto anche altri vantaggi economici per la popolazione.

 

 

Fase 2 – Microcredito e microfinanza comunitaria

 

Superata la emergenza iniziale, adesso il progetto SI PUO’ FARE!  si occupa della formazione, supervisione e supporto ai componenti dei gruppi di microcredito comunitario nello studio di fattibilità delle attività generatrici di reddito. Ciascun beneficiario porta nel gruppo i propri risparmi, li mette in comune e a rotazione può accedere a un credito da restituire con piccoli interessi. Il progetto si estende a 6 diverse province del Burundi. La convinzione forte è che l’aiuto migliore è il sostegno alle idee ed alle capacità della comunità locale. In questo modo si offre sostegno ad uno sviluppo più duraturo e consapevole. In una fase successiva, si passerà alla microfinanza comunitaria per ingrandire le attività lavorative e farle crescere. Le immagini di questa popolazione rinata sono la conferma forte di quanto bene stia facendo AMU per loro.

Quanto più contribuiamo a rendere la nostra economia civile e di comunione, tanto più creiamo le basi per lavorare tutti meglio e bene. Contribuire al bene comune è il miglior investimento che possiamo scegliere di fare nella vita. 

6 Commenti

  1. Cristiana Formosa

    Condivido al 100% le tue riflessioni Gianluca! Il tuo esempio mi aiuta a dare.

    Rispondi
  2. Luca Falbo

    Grazie della testimonianza Gianluca!

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    • Fabio

      Bravo Già!

      Rispondi
    • Letteria Merlino

      Siamo Lilla e Mariano. Siamo interessati a tutto e sorpresi piacevolmente da tutto quanto ci hai donato in questo resoconto di….. Carità ordinata e intelligente.Tutto ci è utile e ci interessa. A risentirci prestissimo per tutto

      Rispondi
  3. Fabio Porfida

    Bellissimo pensiero… Concordo al 100%

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  4. Giuseppe

    Grazie grande!! Buon 2021
    noi ci siamo sempre e siamo contenti che ci sei anche tu

    Rispondi

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