Lo sai che nel mondo assicurativo esistono prodotti “danni” e i prodotti “vita”? I prodotti danni, come dice la parola stessa, servono per tutelarci da possibili danni che possono subire le cose che possediamo come la nostra casa, l’automobile, il trattore ecc. . Invece i prodotti vita servono per tutelare i nostri cari da eventi rari (come il caso morte) che, se dovessero avvenire, mettono in ginocchio la famiglia.
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All’interno del ramo vita ci sono le polizze vita. Queste vengono sottoscritte da coloro i quali hanno dei risparmi e desiderano metterli da parte per una prospettiva di medio o lungo termine. Solitamente lo si fa per tutelare i propri cari e per mettere le somme al riparo dalle crisi bancarie o dall’aggressione di creditori. 

Ecco le sei cose da sapere su queste tipo di polizze vita:

 

  1. E’ uno strumento di investimento finanziario ma anche di protezione. Destinare i risparmi ad una polizza vita significa avviare un investimento finanziario (che può essere a capitale garantito o meno) e designare dei beneficiari caso morte.
  2. La protezione principale è il caso morte. La polizza vita deve pagare un bonus extra caso morte, non solo liquidare ai beneficiari il capitale versato e gli interessi. Se questo bonus è irrisorio (in molte polizze anche solo lo 0,5%, diffida da questo prodotto, più che una polizza vita è solo un investimento finanziario che di assicurazione ha solo il nome).
  3. Le somme sono esenti da dichiarazione e tasse di successione ed immediatamente disponibili. La forza di questo strumento è che, se dovesse avvenire l’evento morte, i beneficiari indicati in polizza entrano in possesso del montante entro 30 giorni. Al contrario, passando attraverso la dichiarazione di successione, ci si impiega non meno di 10 mesi per entrare in possesso del danaro oltre a dover pagare i costi e le tasse relative. Per questa ragione, è molto meglio mettere i risparmi in una polizza vita che cointestare conti correnti coi propri genitori ai fini successori.gianluca-vumbaca-consulente-finanziario-polizza-vita
  4. Le somme sono impignorabili ed insequestrabili a meno di casi particolari. Un’altra protezione assicurativa è l’impignorabilità ed insequestrabilità delle somme in polizza. Questo aspetto è importante per gli imprenditori e liberi professionisti che desiderano tutelare i propri cari dai rischi connessi alla loro attività di impresa.
  5. La tassazione delle plusvalenze è differita al riscatto o alla liquidazione. Le tasse dovute sulle plusvalenze si pagano solo al momento del riscatto. Per cui se con uno strumento finanziario in polizza guadagno 1.000 euro e lo vendo per acquistarne un altro, tutta la plusvalenza viene reinvestita senza pagare le tasse e negli anni produrrà ulteriori rendimenti.
  6. L’imposta di bollo non è dovuta sul ramo I e differita al riscatto o liquidazione sul ramo III. Un’operazione del genere, al di fuori dello strumento della polizza vita, sarebbe stato tassato al 26% (a meno dei titoli di stato in White List che sono tassati al 12,5%) e solo il netto dopo le tasse sarebbe stato reinvestito. Infine la tassa sul patrimonio, cosiddetta imposta di bollo del due per mille 0,2% non è dovuta per la parte investita sul ramo I e per la parte investita sul ramo III è differita al momento del riscatto in vita o liquidazione ai beneficiari caso morte.

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Polizza vita o semplice investimento finanziario, cosa scegliere?

L’investimento finanziario ha la finalità di dare redditività ai propri risparmi. La polizza vita aggiunge a questo scopo anche dei vantaggi di protezione, legali, fiscali e successori. Tuttavia, la polizza vita costa di più, dipende dunque dalle esigenze di ciascuno per scegliere lo strumento più adeguato in ogni contesto.

L’offerta assicurativa per la gestione del risparmio è molto ampia. Hai mai confrontato il tuo prodotto con altri? Costi, qualità dei gestori, penali e vincoli sono adeguati alle tue esigenze? La compagni assicurativa è emessa dallo stesso gruppo bancario per cui lavora chi te la propone?

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